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Nota
| Si tratta di un registro dei censi della Chiesa di Roma dal 1192, si possono trovare anche testi di contenuti diversi come descrizioni di Roma, brevi narrazioni su pontefici e imperatori, liste dei beni patrimoniali del papato, privilegi imperiali, formule di giuramento.
Il Vat. lat. 8486 è la prima copia del Liber censuum, fatto redigere durante il pontificato di Celestino III da Cencio, canonico di Santa Maria Maggiore (futuro papa Onorio III). Il manoscritto, copiato almeno in parte dal chierico della Camera Apostolica, Guglielmo Rofio di Saint-Jean-d'Angély, contiene il registro relativo agli anni dal 1192 al 1228, con aggiornamenti fino alla fine del secolo (ultimo documento registrato è del 3 aprile 1295), in seguito venne portato ad Avignone con lo spostamento della curia. Durante il pontificato di Gregorio IX (1227-1241) venne confezionato un nuovo esemplare del Liber Censuum, che ha convissuto per un certo tempo con il vaticano latino, che rimase al Laterano e costituì il modello delle copie successive esemplate durante il XIV e il XV secolo (oggi a Firenze, Biblioteca Riccardiana, Ricc. 228).
Si segnala inoltre la perdita di almeno due fascicoli, probabilmente durante uno dei tanti spostamenti del manoscritto durante i secoli, che sono stati rintracciati da Schmidt all’interno di una delle copie del Liber censuum conservata oggi a Parigi (Bibliothèque nationale de France, lat. 4202). |